venerdì 3 ottobre 2008

Caro “Angelo”
( A mio figlio che non ha conosciuto il sole.)

Di mamma per il tuo amore
già traboccava il cuore
nel sentirti già in lei suo
mentre il papi con orgoglio tutto suo
già ti vedeva sulle sue ginocchia
a giocar e far baldoria.
Triste è stato l’evento tanto sperato
quando per te non c’è stato più atto.
Nulla ha potuto il lor grande amore
quando ti fu spenta luce nel cuore
ancor prima che i tuoi occhi vedessero il cielo
nel suo color azzurro puro senza ombra di velo.
Or nella mia solitudine che la vita m’ha donato
di te un tenero ricordo ancor nel mio io ho portato.
Or ogni sera al calar del sole
il mio sguardo si posa ammirevole
su quella meravigliosa stella nascente
che con l’oscurità diventa più lucente
e ti vedo abbracciato alla cara mia Adriana
che nei profondi silenzi di lassù ti emana
tutto il calore che si ritrova in una mamma
e del cui grande cuore
conservo in me la gioia e l’infinito amore.
Sei stato nostro piccolo fiore d’amore
anche se ancor non portavi nessun nome
non avendo potuto vedere il chiaror del sole.
Con grande gioia ti chiamavamo “angelo”
in onore dei tuoi amici che son nel cielo
che avvolgendoti nel lor chiaro velo
t’anno subito accolto nella lor struttura
facendoti godere ciò che madre natura
ha prematuramente tolto alla tua vita pura
.
Nilodan - Gi. Pi. (Gianpaolo)
(Dalla raccolta “Pensieri & Ricordi”)
19/09/08

2 commenti:

Daniela Treccani ha detto...

Nilo quanta rabbia provo,non ti conosco a fondo,ma con tutti i bambini che uccidono o buttano nei cassonetti qui sento un vero desiderio mancato,è un'altro strano progetto di Dio,ma Nilo lui lo fà per il nostro bene e sà lui il perchè,per come ti leggo a pelle si dice ti considero un bravo papà,con valori morali buoni e tanto amore ,mi viene una frase,ma non è certamente bella,perchè Dio toglie i fiori e ci lascia le ortiche?da figli a chi li butta,poi mi dico è un suo disegno.Bellissima Nilo complimenti

Sabina ha detto...

Cavolo Nilodan... mi fai commuovere come pochi... questa in particolare mi ha lasciato tutto il dolore che senti. Piano piano ti scopro, come un libro ti fai leggere ed io rimango in silenzio di fronte al destino crudele. Chissà se è lo stesso destino che ti ha portato ad incrociare la mia strada.
Sabina